La Cabbage Chair, scopri le sue particolarità| Metaverso design Brescia
Cabbage Chair

La Cabbage Chair

Il design nipponico e il rapporto con la natura

La tradizione del design giapponese è strettamente legata alle radici della religione scintoista: nella cultura di questo paese, infatti, il divino è presente in modo intrinseco in tutti gli elementi della natura. Da questo conseguono direttamente l’amore e il rispetto che i giapponesi hanno per i materiali, che vengono sempre trattati con rispetto, e che si traduce in un metodo di realizzazione degli arredi e degli oggetti molto accurato. Il concetto di estetica, inteso da loro come senso armonico, è già presente nella natura stessa, quindi ponendosi nei suoi confronti in modo corretto, ciò che ne nascerà fuori sarà di conseguenza gradevole a vedersi.

Il forte legame che il design nipponico ha con la natura si nota benissimo osservando le abitazioni di questo paese, dove sembra che entri proprio a far parte degli ambienti. Caratteristica questa che si accompagna ad un’innata leggerezza e senso di apertura verso il mondo esterno (spesso le stanze affacciano su un minimale giardino interno) e da una ripetizione di tipici elementi modulari, come il famoso tatami, usati come metro di misura per la progettazione. Questo concetto, legato alla leggerezza e al rispetto dei materiali e che porta alla produzione di oggetti molto curati ma dalle linee semplici, è strettamente connesso anche alla realizzazione di complementi d’arredo e di elementi di design moderno, come la Cabbage Chair, una seduta realizzata con gli scarti dell’industria della moda.

L’idea

Come abbiamo detto, i designer giapponesi sono molto attenti ad avere il massimo rispetto per la natura e per i materiali. L’idea della Cabbage Chair nasce dalla mente dei creativi della scuola di design Nendo, da sempre molto attenti al problema dell’inquinamento e alla salvaguardia dell’ambiente. La firma del progetto è dell’architetto Oki Sato che nel 2008 ha progettato questa particolarissima seduta per il XXI Century Man Exibition, curato da Issey Miyake, uno dei più famosi designer di moda del paese del Sol Levante.

Sato ha creato la Cabbage Chair in risposta alla richiesta dello stilista di disegnare un pezzo design utilizzando i fogli di carta pieghettata usata durante i processi di realizzazione dei tessuti plissettati. Questo particolare tipo di materiale viene prodotto in quantità industriali e solitamente viene gettato via come sottoprodotto indesiderato. Oki Sato, con ingegno e una grande sensibilità progettuale, è riuscito a trovare un nuovo utilizzo per questo materiale di scarto, trasformandolo in una seduta moderna e funzionale. 

La composizione della Cabbage Chair

I vari fogli di carta vengono assemblati ed arrotolati insieme per formare un cilindro, fino a raggiungere un diametro che sia adatto ad accogliere il corpo umano. La poltrona vera e propria appare in modo naturale quando gli strati vengono letteralmente sbucciati uno alla volta, come le foglie di un cavolo (cabbage per l’appunto) ortaggio da cui la seduta prende il suo nome. Durante il processo di produzione vengono aggiunte delle resine naturali che aumentano maggiormente la resistenza e l’elasticità intrinseche della struttura a zig zag della carta, permettendo alla seduta di adattarsi correttamente alla figura umana. Per irrigidire il tutto non vengono impiegate viti o colle sintetiche.

I vantaggi della Cabbage Chair

La Cabbage Chair è una seduta dotata di moltissimi aspetti positivi, non solo legati al fatto che viene prodotta con materiali di scarto ad impatto zero. È un prodotto sostenibile anche dal punto di vista dei trasporti: i clienti che lo richiedono, infatti, possono scegliere di farsi spedire la poltrona ancora in forma cilindrica, soluzione questa che riduce di molto l’ingombro dell’arredo.
Non solo, in questo modo il design di Sato coinvolge anche l’utente nella progettazione: la seduta viene spedita come un rotolo compatto di cui il cliente taglierà e piegherà i vari strati a proprio piacimento, adattando la Cabbage alle proprie esigenze e vedendola letteralmente sbocciare all’interno della propria casa. In questo modo si sentirà parte del processo creativo e vivrà un’esperienza molto coinvolgente.

Con la sapienza di una cultura millenaria e la padronanza delle nuove tecnologie Oki Sato ha saputo trasformare un anonimo cilindro di materiale di scarto in una poltrona da sbucciare che prende vita poco a poco e che si trasforma in un pouf a balze che tanto ricorda gli incantevoli abiti di quell’alta moda che gli ha fornito il materiale grezzo per la sua creazione.
Nella Cabbage Chair si uniscono in modo eccellente design, sostenibilità, eleganza, uso corretto delle caratteristiche di un materiale e tutti gli elementi tipici della cultura giapponese: quando sensibilità, storia millenaria e raffinatezza si incontrano, la loro unione rasenta la perfezione.

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